I mercati contadini, esempi di comunità resilienti.

Ai tempi dell’emergenza Covid-19 il presidente della Piana del Cibo, Giorgio Dalsasso racconta un Mercoledì bio, al mercato contadino di piazza San Francesco, dove si continuano a vendere prodotti locali di qualità in sicurezza e mantenendo una socialità a distanza.

Dopo il decreto del Presidente del Consiglio che limita le attività di vendita a quelle indispensabili come, appunto, i generi alimentari, è quasi una “consegna a domicilio” per i molti i cittadini del centro storico di Lucca che hanno potuto fare la spesa al mercato “sotto casa”.

Ma non è stato un mercoledì e un mercato come gli altri: il suo svolgimento ha richiesto la collaborazione di tutti (produttori, coordinatori e clienti) per garantire la sicurezza delle persone con un esercizio di pazienza e responsabilità che, alla fine, ha lasciato tutti soddisfatti. L’area recintata e gli accessi a numero chiuso, un cliente per ogni banco. All’ingresso, su un tavolino, detergente, guanti e mascherine per chi non l’aveva. Un nastro per indicare la distanza di sicurezza e la spesa preparata dal produttore che la consegnava nel sacchetto una volta pronta. Spese consistenti, sufficienti per almeno una settimana. Ci hanno raccontato che alcuni produttori hanno messo una cassettina di fronte al banco dove i clienti autonomamente lasciano i soldi e prendono il resto. Sicurezza, quindi, e anche fiducia!

È una piccola cronaca di un mercoledì pomeriggio “particolare”. Racconta però cose molto importanti in questi giorni di emergenza. Ciascuno di noi vive con preoccupazione e con ansia; è in apprensione per la propria salute, per quella dei familiari, ma anche per la qualità delle sue relazioni e della vita associativa che il Covid-19 impone. Stiamo constatando sulla nostra pelle e sul nostro stesso corpo come un uso indiscriminato delle risorse ambientali ed un rapporto squilibrato tra uomo e natura prima o poi presenti il suo conto: “la micidiale polmonite che toglie il respiro sta a specchio dell’espansione umana che sottrae aria all’ambiente” (Erri De Luca, 17 marzo 2020).

L’aver affidato le nostre sorti alla logica della competizione e dell’individualismo in cambio di una crescente ricerca del profitto ad ogni costo ed a scapito di una colpevole disattenzione per relazioni più sobrie e solidali hanno fatto sì che tutti, più o meno, fossimo impreparati all’emergenza: a livello individuale, nella famiglia, nei comportamenti, nella vita associativa, nelle relazioni politiche, nelle istituzioni. Impariamo per gradi, ma cambiamo in fretta!

Come scriveva qualche giorno fa Carlo Petrini “questo è il tempo della solidarietà e non della competizione, questo è il momento di imparare a vivere un modo totalmente diverso da quello finora conosciuto. Che senso avrebbe fare tutto come prima? Dobbiamo evidentemente dare più spazio alle comunità!”.

Il mercato contadino bio di Lucca, nato come progetto per valorizzare i prodotti locali e la trasmissione di cultura, identità e saperi del territorio, dimostra come sia possibile, in un momento difficile come questo, continuare ad essere comunità. Nei mercati della Terra trovano infatti spazio i piccoli produttori locali che offrono generi alimentari maturati in campo e quindi più validi dal punto di vista organolettico, puliti, coltivati con pratiche agricole non impattanti e sostenibili, giusti, con un prezzo alla vendita che equilibra un giusto compenso per il produttore e il giusto prezzo per il cliente.

Il rispetto delle regole ora più che mai è necessario ed opportuno: le disposizioni governative sottolineano, infatti, che anche nei mercati alimentari debba essere garantita la distanza interpersonale e che è vietata ogni forma di assembramento. Si tratta, quindi, di provare a individuare anche nuovi modi per organizzare le nostre relazioni e i nostri stessi comportamenti. Il mercato contadino bio di Lucca così organizzato, non solo garantisce un accesso ad un cibo di qualità e ai prodotti del nostro territorio, ma è anche un’occasione per condividere uno spazio fisico (la piazza) ed uno spazio di relazioni (una comunità) tra chi produce ed offre cibo ed i cittadini / consumatori nel pieno rispetto delle regole di comportamento ispirate alla sobrietà e, pertanto, adeguate alla situazione.

Il paniere dei prodotti in vendita è abbastanza ampio, è possibile rifornirsi di ortaggi e frutta fresca, formaggio a latte crudo, salumi e carni di razza suina Cinta senese, farine, pane e prodotti da forno, vino e miele, così come acquistare l’olio toscano tutelato dal Presidio Slow Food dell’olio Extravergine Italiano proveniente da alberi secolari o millenari.

In un momento in cui il diritto alla salute assume una rilevanza prioritaria può sembrare di secondaria importanza soffermarsi sulla qualità del cibo; non dobbiamo però dimenticare che tra le tante “sfaccettature” del diritto alla salute c’è anche l’accesso ad un cibo di qualità e garantito. Cibo e salute come diritti che ci impongono una riflessione sulle nostre priorità e, di conseguenza, sulla necessità di cambiamenti a livello di individui e collettività verso una maggior responsabilità sociale e ambientale.

Il mercato contadino bio di Lucca offre questa opportunità: la collaborazione dei cittadini che ne stanno usufruendo in questi giorni e che, nei loro comportamenti, ne garantiscono una corretta gestione, ne sono un esempio, così come lo sforzo dei piccoli produttori che ogni settimana lo organizzano rappresentano una prova di grande valore che la Piana del Cibo non può che sostenere, aiutare e condividere.

Anche ilmercato contadino del sabato mattina al Foro Boario ha ripreso la sua attività.

Anche a Capannori, ogni mercoledì mattina in piazza Aldo Moro, continua a svolgersi il mercato contadino, e lo stesso vale per Marlia dove ogni sabato mattina si svolge il mercato, ovviamente con tutte le precauzioni che questo difficile momento impone.

Ma in questa fase, sono da segnalare anche le aziende agricole e le botteghe di vicinato che, spontaneamente e con grande energia, hanno deciso di continuare a garantire la possibilità di acquisto dei prodotti con il servizio di consegna a domicilio: un’esperienza che deve essere aiutata e incentivata in questa fase di emergenza. Con la crisi alle spalle speriamo simili realtà possano rimanere per offrire dei servizi davvero importanti alla cittadinanza.

Comunità che si creano non solo per il servizio offerto, ma comunità che costruiscono reti e sinergie con i cittadini/consumatori per rafforzare il mondo della piccola produzione agroalimentare da un lato e, dall’altro, offrire occasioni per diventare sempre più consapevoli sui temi della buona nutrizione e alimentazione e conoscere la nostra realtà produttiva agricola.

E questo è, tra l’altro, uno degli obiettivi prioritari della Piana del Cibo: lavorare in direzione di una sovranità alimentare valorizzando le reti tra i produttori e tra produttori e cittadini/consumatori.

In definitiva, questa profonda incertezza e inquietudine per i tempi che stiamo vivendo, non solo ci impone un cambiamento dei comportamenti per garantire la nostra sicurezza e quella degli altri, ma anche una riflessione sui nostri stili di vita tra i quali, cibo e alimentazione hanno un ruolo di primo piano. In tal senso, questi esempi di comunità resilienti tra produttori e consumatori ispirate da comportamenti sobri e adeguati alla situazione che abbiamo descritto sono da annoverare tra le buone pratiche che la Piana del Cibo intende rafforzare e sviluppare.

Giorgio Dalsasso, Presidente della Piana del Cibo